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La gestione del tempo nella società della prestazione

AttesaDa un paio di giorni in ufficio la connessione internet è piuttosto lenta, per caricare una pagina ci si impiega un tempo che sembra sterminato. Serpeggia insofferenza, si sentono sbuffi e lamentele: “E’ da una vita che guardo questa rotellina girare!”, “così non si riesce a lavorare!”. Ma quanto è questo tempo che sembra non passare mai? Quanto tempo passa sull’orologio? Forse 8 o 10 secondi. Ormai bastano una manciata di secondi di attesa davanti a una pagina web per farci perdere la pazienza. E’ un piccolo episodio ma mi pare rappresentativo di qualcosa di più diffuso che ha a che fare con il nostro attuale modo di vivere e gestire il tempo.
Durante i corsi di formazione sul time management parto spesso proprio dalla differenza tra il tempo interiore, vissuto soggettivamente ed il tempo esterno, quello degli orologi e dei calendari. Negli ultimi anni il nostro vissuto del tempo è cambiato e sempre più spesso, anche in aula, i partecipanti comunicano di vivere una sensazione di pressione che crea stress e affaticamento. La sensazione di essere continuamente incalzati dagli impegni (e non solo sul lavoro!). Cosa sta succedendo? Come si può far fronte a questa sensazione? C’è qualcosa che dovremmo imparare? More…

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Una mappa per cambiare

Gandhi 4C’è un aforisma attribuito a Gandhi che dice: “bisogna combattere l’antagonismo, non l’antagonista”. Mi è sempre piaciuto moltissimo perché in due parole ridefinisce il terreno di gioco del conflitto e sposta il focus dall’esterno (combattere l’antagonista) verso l’interno (combattere l’antagonismo). Puoi sconfiggere il tuo antagonista ma se non avrai rimesso in discussione la categoria di antagonismo sei destinato a trovare sempre nuovi nemici sulla tua strada. La vera battaglia, la vera sfida, avviene al livello dei pensieri ed è lì che bisogna fondare i propri sforzi se si vogliono cambiare veramente le cose. More…

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Dieci buone domande

domandaSi può imparare tutto, tranne quello che si pensa di sapere già”. Non mi stanco mai di questo aforisma, ne scopro sempre nuove applicazioni e sfumature. Quante cose pensiamo di “sapere già”!
E proprio quando pensiamo di sapere, quando pensiamo di avere una risposta, è il momento in cui ci fermiamo e blocchiamo le nostre possibilità di crescere.

Nella vita le (poche) volte in cui mi sembra di avere veramente capito qualcosa sono momenti in cui ho capito che mi ero sbagliato. Che avevo giudicato superficialmente, affrettatamente. Va da sé che sono diventato piuttosto cauto con le conclusioni, i giudizi netti. Un’altra frase che mi è cara è:
ogni generalizzazione è pericolosa. Anche questa!”. (Colpo di genio quel “anche questa!”; manda in cortocircuito l’aforisma in un certo senso…).

Che fare?

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Arriva careersharing: nuova piattaforma in cui esperti e mentori condividono percorcorsi e idee.

CareersharingDopo la mobilità, le case, i libri, i divani e le auto era tempo che qualcuno decidesse di mettere in condivisione l’esperienza lavorativa (e di vita) di professionisti dei più diversi settori. L’idea si è concretizzata nella piattaforma www.careersharing.com, un sito che permette alle persone che vogliono intraprendere un certo percorso di carriera di entrare in contatto con professionisti che già lavorano in quell’ambito e che si mettono a disposizione come mentori per orientare e guidare le persone interessate. Chi meglio delle persone che hanno già percorso la strada che noi vorremmo imboccare può consigliarci riguardo a insidie e opportunità? L’idea è buona è sono contento di essere stato coinvolto nel progetto fin dalla sua nascita (mi trovate tra i mentori! ;-).

Come funziona

  • Le persone navigano sulla piattaforma leggendo gli articoli di aiuto all’orientamento e cercano il Mentore che possa  aiutarle nelle scelte per il loro futuro.
  • Si mettono in contatto con il coordinamento per un primo orientamento gratuito che inquadri la situazione e aiuti a scegliere come proseguire.
  • Fissano poi un appuntamento su skype per una sessione di 45 minuti in cui scendere nei dettagli di un orientamento relativo ai vari settori di specializzazione disponibili.
  • Stabiliscono insieme al mentore se e come proseguire il loro percorso ipotizzando un programma personalizzato di orientamento e formazione

Non resta che provare insomma, il sito è ben fatto e oltre che in versione web è disponibile anche come App per Android, la trovate qui.

Condividete gente, condividete!

 

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Competenze a prova di futuro: le soft skills digitali

 

Ldigitale soft skills sono tutte quelle abilità che non sono legate agli aspetti tecnici e specifici del nostro ruolo professionale (come potrebbero essere l’uso di un software, le conoscenze amministrative, o la capacità di usare certi strumenti ecc…) ma sono trasversali ai diversi ruoli. Sono quelle abilità che è importante possedere indipendentemente dal tipo di lavoro che si svolge. Che io sia un amministrativo, un project manager, una segretaria o anche un barman, mi sarà sempre richiesto di mettere in campo competenze come: saper gestire il tempo, saper comunicare e relazionarmi con gli altri, saper lavorare in gruppo, risolvere i problemi e così via. Queste sono le soft skills.

La letteratura, gli studi e i corsi di formazione su queste competenze sono ormai sterminati. E giustamente – aggiungerei – visto che sono quelle abilità che permettono alle persone di “lavorare bene”. Una domanda interessante da porsi oggi è questa: il web e la digital trasformation richiedono lo sviluppo di nuove competenze trasversali? Non penso alle competenze tecniche da informatici ma alle abilità generali che permettono alle persone di sfruttare al meglio le opportunità del web. Io credo che le soft skill tradizionali da sole non siano più sufficienti a garantire che una persona sappia muoversi efficacemente in un ambiente professionale che sarà sempre più permeato dal digitale. Prepararsi a sviluppare le cosiddette soft skills digitali vuol dire pertanto investire su competenze “a prova di futuro” e giocare d’anticipo su una tendenza che è già ampiamente avviata. More…

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Le prove di gruppo nella selezione: cosa fare (e cosa non fare) per affrontarle al meglio

APTOPIX Woodbine Horse RacingNei coaching di orientamento professionale mi è spesso capitato di preparare le persone per sostenere al meglio le prove di gruppo nella selezione e anche dai lettori del blog mi sono arrivate richieste di trattare questo argomento su cui in effetti non sono molti gli articoli e gli approfondimenti ben fatti (alcune cose si possono trovare qui e qui). Ecco quindi i miei consigli su come affrontare queste particolari prove del processo di selezione.
Ci sono 2 cose da sapere, 4 da non fare e 5 da fare. More…

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10 regole per il colloquio di lavoro

fumettiSe c’è un momento cruciale nella ricerca del lavoro è senz’altro il colloquio di selezione. È l’esito finale di un percorso che ci ha richiesto tempo e impegno e nell’arco di mezz’ora abbiamo la possibilità di giocarci le nostre carte. Sono quei momenti che possono anche cambiarci la vita, senza esagerare.
Ho già scritto quali sono gli errori da non fare e qual è l’approccio generale da tenere durante il colloquio. In questo post vorrei spiegare invece quali sono le cose che bisogna fare. Consigli pratici e concreti, niente voli astratti.
Sono arrivato ad una lista di 10 punti, eccoli: More…

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La regola della minigonna per un cv efficace

Argentina TangoSi dice che un’immagine vale più di mille parole e credo che questa analogia possa essere utile e restare facilmente impressa. Ho già scritto quali sono i 10 errori da non fare in un cv, in questo post dirò quali sono le caratteristiche che lo rendono efficace.
Un cv, per essere ben fatto, dovrebbe rispettare la “regola della minigonna” ed avere pertanto queste 4 caratteristiche:

 

  1. Essere corto.
  2. Attirare l’attenzione.
  3. Mettere in mostra le nostre caratteristiche migliori.
  4. Alludere a qualcosa in più che vale la pena di scoprire.

Vediamo come si traducono concretamente sul cv queste 4 caratteristiche. More…

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