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Il colloquio di selezione: come prepararsi per affrontarlo in modo consapevole.

colloquio-selezioneSe fate un giro nei principali siti e blog che parlano di come affrontare il colloquio di selezione troverete diversi consigli e accorgimenti, di solito molto concreti, come: vestirsi con cura, arrivare puntuali, raccogliere in anticipo informazioni sull’azienda, sorridere. A volte si arriva anche alla stretta di mano vigorosa. Tutto corretto, ma l’impressione è che si semplifichi troppo una situazione che resta invece complessa e poco riconducibile ad alcune regoline che ne garantiscano la buona riuscita. Trattandosi di una relazione (seppur particolare) le variabili in gioco avranno sempre a che vedere con elementi personali e unici che ognuno porta nella situazione. Insomma, per fare un buon colloquio di selezione secondo me non si può fare a meno di guardarsi prima dentro per essere più consapevoli del proprio modo di interagire e poterlo (per quanto possibile) gestire.
Ecco alcune considerazioni che possono tornare utili in quest’ottica.

Essere valutati

Lo stile relazionale che hai nelle tue interazioni quotidiane lo porti anche nel colloquio di selezione, da qui non si scappa. Il colloquio tuttavia ha una particolarità che complica un poco le cose: verrai valutato. Accetti di entrare in una situazione in cui alla fine verrà emessa una qualche forma di giudizio su di te e questa cosa ognuno la vive a modo suo. dilbertSi possono riattivare apprensioni e difficoltà che ci portiamo dietro dalle interrogazioni a scuola (che momenti tremendi, in effetti!), c’è chi istintivamente si chiude di fronte a un possibile giudizio (e come dargli torto), chi diventa acido e chi invece spavaldo (narcisisti…). Qualunque sia la tua reazione di fronte all’essere valutato è bene che tu ci rifletta un attimo prima di andare all’appuntamento. Già la sola consapevolezza aiuterà molto.
Non è questa la sede in cui analizzare il tema, c’è tuttavia una cosa che dovresti tener presente: non è un giudizio sul tuo valore come persona ma solo su quanto ti avvicini a certe caratteristiche professionali che in quel momento stanno ricercando. Tutto lì.
L’esperienza si alleggerisce non poco vista in questo modo. Per fare un caso estremo ma interessante: alcuni disturbi della personalità di tipo autistico portano le persone ad evitare le situazioni sociali, a preferire compiti ripetitivi e a concentrarsi in modo maniacale su dettagli per altri insignificanti: perfetti per il data entry!

Non si può non comunicare

Per chi ha studiato psicologia non dico niente di nuovo, ma è un tema fondamentale. In parole semplici: ogni volta che ci troviamo in presenza di un’altra persona trasmettiamo delle informazioni (non solo a parole o coi gesti ma anche con il modo in cui siamo vestiti, con le cose che facciamo) e cerchiamo di acquisire informazioni sull’altro a vari livelli. Oltre a quello che diciamo consapevolmente quindi – e a prescindere da questo – noi mandiamo una serie di messaggi non verbali su noi stessi e sulla relazione in corso (sempre per gli psicologi: sto chiaramente pensando alla Pragmatica della comunicazione ma anche a Goffman).
C’è di più. In caso di discordanza fra quanto diciamo e quanto “lasciamo intendere” verrà sempre dato maggior peso al messaggio implicito perché è vissuto come involontario e quindi come maggiormente affidabile. Esempio lampo:
“Caro ma ti interessa quello che dico?”. Chiede lei.
“Certo che mi interessa amore…” dice lui continuando a leggere la Gazzetta dello Sport.
Siamo tutti molto bravi a decifrare questo tipo di messaggi ma in genere lo facciamo automaticamente, senza essere consapevoli degli elementi su cui ci stiamo basando.Dilbert
Nel colloquio di selezione dovremo quindi cercare di controllare i messaggi che mandiamo, non solo a livello verbale. Se tenete presente che in qualche modo state sempre comunicando avrete già fatto il primo passo in questa direzione e molti accorgimenti concreti, tipo quelli di cui parlavo all’inizio (modo di vestirsi, puntualità ecc…) saranno una conseguenza più naturale. Ancora meglio: potreste decidere di gestirli in modo consapevole. Non è detto ad esempio che arrivare un po’ in ritardo non possa essere un modo per voler comunicare un certo distacco dalla situazione. Il mio amico Francesco quando eravamo all’università, picchiandosi una mano sulla fronte, disse una frase che poi è rimasta storica:
“Caspita! Ho dimenticato di telefonare a quella tipa… adesso si innamora!”
Il consiglio giusto quindi non è semplicemente “vestiti con cura”, “arriva puntuale” (o “mostra interesse”) ma: “sappi che comunichi anche con queste cose e regolati di conseguenza”. (ciao Kecco).

Conclusioni (provvisorie)

Scriverò ancora sull’argomento perché non è possibile esaurirlo con un solo post. Intanto però queste prime considerazioni credo possano essere una buona base su cui ragionare anche per temi diversi da quello del colloquio di selezione.
Cerca di essere consapevole del tuo stile relazionale e di come reagisci alle situazioni in cui vieni valutato; poi tieni presente che comunichi sempre a vari livelli, non solo verbalmente, e quindi fai attenzione ai messaggi che mandi quando sei in una relazione cercando per quanto possibile (se questa relazione è un colloquio di selezione) di gestirli secondo i tuoi obiettivi.

E in bocca al lupo! ;-)

  • Ciao o buongiorno, come tu preferisci :), mi ritrovo purtroppo a cercare un nuovo lavoro e girando per i vari siti, sono arrivata qui.
    Ho iniziato a leggere per curiosità i tuoi articoli e, anche se sono nel mondo del lavoro da 16 anni (e di colloqui ne ho affrontati tanti…), ho trovato spunti veramente interessanti nei tuoi scritti.
    Ti faccio i miei complimenti e ho apprezzato pure lo stile a volte ironico, che rende la lettura più piacevole
    Grazie, Elena

    Elena Passoni

    5 giugno 2013

  • Elena ciao! grazie davvero per il tuo apprezzamento. Il blog sta muovendo i primi passi e queste parole sono di grande incoraggiamento. Grazie

    Max

    5 giugno 2013

  • […] Cercare lavoro è molto più che mandare cv, scrivere buone lettere di presentazione e fare colloqui.  Le tecniche e gli strumenti che utilizziamo non sono che la parte finale e visibile di un […]

  • […] passi falsi sul genere della pubblicità della Bayleis. Per chi volesse approfondire trovate qui un mio post precedente, sempre sul colloquio, che spiega come gestire meglio i propri messaggi […]

  • […] lo renderà molto più efficace, interessante, facilmente condivisibile e memorizzabile. Il colloquio di selezione infine è forse il momento in cui più di tutti dovremmo dare prova di saper raccontare bene la […]

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