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10 regole per il colloquio di lavoro

fumettiSe c’è un momento cruciale nella ricerca del lavoro è senz’altro il colloquio di selezione. È l’esito finale di un percorso che ci ha richiesto tempo e impegno e nell’arco di mezz’ora abbiamo la possibilità di giocarci le nostre carte. Sono quei momenti che possono anche cambiarci la vita, senza esagerare.
Ho già scritto quali sono gli errori da non fare e qual è l’approccio generale da tenere durante il colloquio. In questo post vorrei spiegare invece quali sono le cose che bisogna fare. Consigli pratici e concreti, niente voli astratti.
Sono arrivato ad una lista di 10 punti, eccoli:

1. Chiarirsi il “perché io?”
Tutte le domande che vengono fatte durante un colloquio di selezione possono essere considerate variazioni di una sola domanda, questa: “perché dovremmo assumere proprio lei e non un’altra persona?”. Per questo è importante che prima di affrontare il colloquio chiariamo – almeno con noi stessi – quali sono i nostri punti di forza, qual è il valore specifico che ci contraddistingue e troviamo insomma argomentazioni valide per rispondere alla domanda di fondo. Se non lo abbiamo chiaro noi per primi difficilmente riusciremo a convincere l’interlocutore.
2. Prepararsi delle risposte.
Il colloquio può essere svolto dal selezionatore in modi anche molto diversi ma ci sono dei passaggi che restano fissi e sui quali sarebbe superficiale non prepararsi una risposta. Metto i 5 principali: 1. Autopresentazione (preparati a descrivere il tuo percorso di studi e professionale in 3 minuti). 2. Pregi e difetti (o punti di forza e aree di miglioramento). 3. Criticità gestita con successo (preparati un episodio problematico che hai affrontato e gestito bene). 4. Perché hai risposto all’annuncio (motivazioni verso la posizione insomma). 5. Come ti vedi nel futuro ovvero progetti e obiettivi.
3. Prepararsi delle domande.lampadina
Avere delle domande da fare denota professionalità ed interesse, anche queste vanno preparate prima perché lì per lì è probabile che non ci venga in mente nulla. Se siete a corto di idee qui trovate un blog (in inglese) che fa un elenco di possibili domande da fare alla fine di un colloquio, ne trovano… 175!
4. Accettare il caffè
Ok, questa è un’idea mia e non pretendo che tutti siano d’accordo. Capita che prima di farvi accomodare per il colloquio vi offrano qualcosa, tipicamente un caffè. Io credo che accettarlo (e magari prenderlo assieme all’intervistatore mentre si inizia il colloquio) possa aiutare a instaurare un buon clima, facilitare i convenevoli di apertura e dia l’impressione di una persona a proprio agio. Vuole un caffè? Si, grazie!
5. Prendere qualche appunto
Il colloquio di selezione andrebbe affrontato come un incontro di lavoro in cui si discute di una possibile collaborazione. E’ quindi buona norma tirare fuori carta e penna e appuntarsi alcune cose che l’interlocutore ci dirà (come si fa solitamente nelle riunioni di lavoro). Non lo fa quasi nessuno e questo è un motivo in più per farlo.
scacchi6. Lasciare all’altro l’iniziativa
Sostenere un colloquio di selezione è una partita a scacchi che si gioca con i pezzi neri, la prima mossa la deve fare l’altro ed è bene lasciargliela. Non ci vuole fretta  e non bisogna entrare in competizione ma rispondere esattamente a quanto ci viene richiesto e poi fermarsi.
7. Raccontare una storia
Se volete rendere interessante quello che dite esponetelo in forma di storia. Fate in modo che le vostre risposte non siano un elenco di esperienze, competenze e cose che avete fatto ma un racconto dove emergono i legami tra i vari avvenimenti, i motivi per cui avete fatto certe scelte. In questo modo personalizzerete le risposte che resteranno più impresse nell’intervistatore.
8. Fare degli esempi
Le affermazioni che fate riguardo a voi stessi e alle cose che sapete fare andrebbero – ogni volta che è possibile – supportate da esempi. Anche questi esempi non vanno lasciati all’improvvisazione del momento ma preparati prima. Cercate di avere a portata di mano un vostro repertorio di aneddoti e casi reali, vi servirà.
9. Essere sinceri
Può sembrare banale ma non lo è. A volte ci si fa prendere dalla tendenza a volersi rappresentare in modo positivo e si perde credibilità o efficacia. Anche alla tipica (e odiata) domanda sui propri difetti meglio cercare di dire qualcosa di reale, si dimostrerà quantomeno una buona consapevolezza di sé (che poi è il punto di partenza per gestire le proprie carenze).
10. Il giorno dopo mandare una mail di ringraziamento.
Anche questa è una cosa che non fa quasi nessuno e invece serve per dimostrare interesse ma anche fair play. Basteranno poche righe per ringraziare dell’opportunità ce ci è stata data e per rinnovare il nostro interesse verso la posizione, chi la riceve la valuterà positivamente senz’altro.

 

  • E’ un post interessante. Sono abbastanza d’accordo su tutto. Ho, però, dei dubbi sull’ultimo consiglio: la mail di ringraziamento. Non sei il primo a suggerire questo comportamento, eppure io mi chiedo se non suoni come “lecchinaggio”..
    E’ un’ipotesi che non hai mai preso in considerazione? La escludi totalmente?

    Grazie e buona giornata
    Elena

    elena

    18 marzo 2015

  • Ciao Elena,
    grazie della mail, mi fa piacere che il post ti abbia interessata.
    Per quanto riguarda l’ultimo punto, la lettera di ringraziamento: in sè non credo possa essere presa come un gesto un po’ ruffiano, tutto dipende da quello che ci scriviamo. Forse dire lettera di “ringraziamento” è fuorviante in effetti. Io suggerisco di scrivere due o tre righe per dire “mi ha fatto piacere incontrarvi e parlare con voi, rinnovo il mio interesse, grazie e a presto”. Serve soprattutto per farsi sentire e mantenere il contatto. A me sembra professionale e quelle poche volte che io in quanto selezionatore le ho ricevute mi ha sempre fatto piacere e l’ho annotata come cosa positiva.
    In ogni caso va sempre contestualizzata in base al giudizio che ti sei fatta delle persone con cui hai parlato e se ritieni che non sia il caso meglio lasciar perdere.
    A presto, ciao!
    Massimo

    Max

    18 marzo 2015

  • Finaste Elisabeth, tänker pÃ¥ din familj….dina barn, make och föräldrar inför din sista resa. Den tyngsta dagen i ens liv att begrava sitt älskade livskamrat, mamma och dotter. SÃ¥ kände jag när min dotter dog i malignt melanom 2009 34 Ã¥r gammal…mitt i livet. Tänder ett ljus för dig och din familj. Varma kramar till er alla/ Sirpa

    http://www./

    29 gennaio 2017

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