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Dieci buone domande

domandaSi può imparare tutto, tranne quello che si pensa di sapere già”. Non mi stanco mai di questo aforisma, ne scopro sempre nuove applicazioni e sfumature. Quante cose pensiamo di “sapere già”!
E proprio quando pensiamo di sapere, quando pensiamo di avere una risposta, è il momento in cui ci fermiamo e blocchiamo le nostre possibilità di crescere.

Nella vita le (poche) volte in cui mi sembra di avere veramente capito qualcosa sono momenti in cui ho capito che mi ero sbagliato. Che avevo giudicato superficialmente, affrettatamente. Va da sé che sono diventato piuttosto cauto con le conclusioni, i giudizi netti. Un’altra frase che mi è cara è:
ogni generalizzazione è pericolosa. Anche questa!”. (Colpo di genio quel “anche questa!”; manda in cortocircuito l’aforisma in un certo senso…).

Che fare?

Uno dei migliori antidoti al “pensare di sapere già” si trova in certe frasi un po’ speciali, molto comuni ma poco sfruttate: le domande. La domanda – se posta con spirito sincero – sospende il giudizio, apre prospettive, rimette in marcia. Per farsi delle buone domande bisogna dimenticarsi – e sul serio – tutte le risposte che si presume di conoscere.

Non è una considerazione nuova, in molti hanno già sottolineato l’importanza delle domande:
La stupidità deriva dall’avere una risposta per ogni cosa. La saggezza deriva dall’avere, per ogni cosa, una domanda”.
Quando pensi di avere tutte le risposte, la vita ti cambia tutte le domande”.
C’è anche una frase attribuita a Feynman che mi piace molto (l’immagino rivolta a suo figlio): “che cosa hai domandato oggi a scuola?”. Bella. Altroché “cosa hai imparato…”.

L’atteggiamento interrogativo insomma è stato più volte elogiato. Meno frequentemente si trova qualche dettaglio in più su “quali siano” poi le domande buone da farsi. Non sono tutte uguali infatti, alcune sono migliori di altre. Ho provato a raccogliere qui alcune domande che a me sembrano forti, buone, che funzionano.
Sono arrivato a 10, eccole, in ordine sparso:max2

  • Se il successo non si misurasse più in soldi, notorietà e potere ma in felicità e qualità delle relazioni, quanto sarei famoso? Quanta “carriera” avrei fatto?
  • Se il mio problema, la mia situazione, avesse un lato comico, quale sarebbe?
  • Se dovessi togliere un’emozione dalla mia vita quale toglierei?
  • Se potessi scegliere liberamente il modo in cui reagire ai problemi o alle situazioni che mi infastidiscono come reagirei?
  • C’è qualcosa di cui essere grati nella mia attuale situazione? Che vantaggi mi dà?
  • Cosa vorrei che venisse scritto come mio epitaffio?
  • Quanto l’obiettivo che sto perseguendo è sotto il mio diretto controllo?
  • Se non avessi nessun pensiero negativo, di attacco, di rabbia o tristezza cosa succederebbe? Cosa succederebbe se pensassi solo cose positive?
  • Su cosa posso sempre contare?
  • Qual è la sfera della vita che ritengo più importante? A quale sto dedicando più tempo?

E voi? Avete delle domande che vi funzionano e che volete condividere?

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