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13 errori da non fare durante un colloquio di selezione

(Robbie Robertson – The right mistake. Colonna sonora facoltativa per la lettura del post)
C’era una vecchia pubblicità in TV che mostrava una coppia al primo appuntamento, non so se ve la ricordate. Quella in cui ad ogni mossa giusta di lui si vedeva un totalizzatore col punteggio che aumentava; era carina, penso fosse del Baileys.
Entrano in una bella casa e i punti cominciano a salire, lui le dice qualcosa di carino e i punti vanno su, le offre un Baileys e il contatore arriva quasi al massimo. Poi si siedono sul divano, lui accavalla le gambe e scopre un clamoroso calzino bianco corto che gli fa crollare a zero i punti e le probabilità di successo. Bella, ho anche cercato il video su youtube ma non sono riuscito a trovarlo.errori-colloquio
Bene, in questo post vi dirò quali sono i “calzini bianchi corti” da cui stare alla larga durante un colloquio di selezione. Errori da non fare, cose a cui magari non si presta molta attenzione ma che possono indisporre il selezionatore o lasciare una impressione negativa.

13 errori da evitare

  1. Arrivare in ritardo. Punto scontato ma non si può non menzionare. Aggravante: non scusarsi o farlo in modo poco sentito.
  2. Vestirsi in modo inappropriato. Che non significa non essere eleganti ma avere un abbigliamento che non tiene conto del tipo di realtà organizzativa che ci ospita.
  3. Tenere addosso il giubbotto. È sorprendente quante persone facciano il colloquio senza togliersi il giubbotto, a me è successo un sacco di volte. Credo sia una forma di difesa, un modo di restare chiusi (o pronti a scappare?!). In ogni caso: è bene mettersi a proprio agio, togliersi sciarpe e giubbotti ed accomodarsi con naturalezza. È tutto ok.colloquio-erore
  4. Entrare in competizione con l’intervistatore, non lasciargli l’iniziativa. Il colloquio di selezione ha un suo copione e delle regole implicite, tra queste c’è quella che è il selezionatore che guida l’interazione e decide i temi che si affrontano. Può non piacere ma è controproducente voler forzare la cosa (anche considerando chi è che poi esprimerà la valutazione).
  5. Accartocciare il biglietto da visita del selezionatore. Tipico comportamento involontario che però è ben visibile dall’interlocutore e lascia un’impressione di nervosismo. (Altri simili: fare click a ripetizione con la penna o dondolare in continuazione la gamba.)
  6. Tenere una postura scorretta. Casi più tipici: braccia conserte, stravaccati sulla sedia, troppo protesi verso l’intervistatore o troppo distanti.
  7. Non sapere quasi nulla dell’azienda. “Ah… quindi costruite computer. Interessante”.
  8. Parlare troppo a lungo o troppo in fretta. Non cercate di dire tutto quello che potete nel poco tempo che vi lasciano ma piuttosto di dire le cose importanti e rispondenti esattamente a quello che hanno chiesto. Non divagare, sviluppare sinteticamente l’argomento richiesto, trovare una conclusione e poi fermarsi. Il tutto in, al massimo, 2 o 3 minuti.
  9. Chiedere informazioni sul compenso. È una domanda legittima ma al primo colloquio meglio non farla e lasciare anche qui l’iniziativa all’intervistatore. Evitare anche: Posso lavorare da casa?”, “Quanti giorni di ferie avrò?”. Si trasmette un interesse per temi che non sono immediatamente collegati al lavoro che andremo a fare, meglio aspettare.
  10. Parlare male del precedente datore di lavoro. È un classico, ci cascano in tanti. Attenzione quindi a calibrare bene le parole quando si spiega il perché di una precedente collaborazione non andata bene. La persona che avete di fronte sa che potrebbe diventare il vostro prossimo datore di lavoro. Alludere al massimo a punti di vista differenti o trattamento contrattuale non in linea con le vostre esigenze o simili, il selezionatore capirà e apprezzerà la discrezione. In generale è buona norma evitare di esprimere negatività di qualunque tipo durante il colloquio, non bisogna nascondere i problemi ma quantomeno evidenziare accanto alle criticità anche gli aspetti positivi. E non lamentarsi, soprattutto non lamentarsi.
  11. Sminuirsi. Minimizzare le proprie esperienze, dire cose tipo “questo probabilmente interesserà poco…”, “era un compito molto facile…” “non sono mai stato bravo a…”.
  12. Lasciare la propria tesi, pubblicazioni, certificati di laurea o materiali simili non richiesti.
  13. Non avere domande da fare alla fine. Di solito alla fine del colloquio vi chiederanno “ci sono delle domande?”. Fare scena muta denota scarso interesse o poca proattività. Preparatevi qualche domanda. In un blog inglese ho trovato un post che ne elenca 175 (!), lo trovate qui.

Ok, probabilmente questa lista non è completa ma se fate attenzione a questi aspetti potrete evitare passi falsi sul genere della pubblicità della Bayleis. Per chi volesse approfondire trovate qui un mio post precedente, sempre sul colloquio, che spiega come gestire meglio i propri messaggi impliciti. Questi invece sono 2 articoli in inglese (uno e due), sempre sugli errori da evitare nei colloqui di selezione.
Non mi resta che farvi il mio in bocca al lupo e chiedere: ci sono domande? ;-)

  • tutte osservazioni giuste e utili da tenere a mente, per un candidato, ma mi sembra siano considerazioni unilaterali che non tengono conto della condizione in cui si trova un selezionando.

    non posso fare un discorso generale, parlo sulla base della mia esperienza pregressa, spesso mi è capitato di dover prendere un aereo da Palermo per giungere in ritardo ad un colloquio a Milano a causa dei ritardi dei mezzi.

    D’accordo, tu potrai pensare: “perché non sei partito la sera prima?”… perché sostenere un colloquio abitando a Lambrate è una cosa, sostenere cinque o sei colloqui al mese partendo dalla remota Sicilia è un impegno enorme, in termini di tempo, fatica e soprattutto costi, che non sempre sono sostenibili (se non si ha un lavoro).

    sul discorso dell’abbigliamento: a me non piace indossare la cravatta… non ci trovo niente di blasfemo. Certamente non si va a sostenere colloqui in bermuda o con la tuta da metalmeccanico. Anche se qualche volta mi sono chiesto: “se mi considerano un metalmeccanico, quando parliamo di retribuzione, perché non andare in tuta?”…

    intelligenti pauca!

    non ultima, la considerazione sulla retribuzione, con una premessa. Tu dici che uno degli errori che viene fatto è quello di non prendere info sull’azienda per la quale si andrà a lavorare.

    Vorrei fare un esperimento con te: possiamo prendere stamattina 10 annunci di lavoro per “sistemista” o “programmatore” sui principali cinque siti di offerte in Italia e verificare quanti di questi riportano il VERO nome della società che cerca la risorsa?

    Sempre tenendo presente che un conto è abitare a Lambrate e un conto è ponderare un trasferimento temporaneo o definitivo, per esempio dalla Sicilia, è ragionevole aspettarsi che il candidato chieda informazioni sia sull’azienda per la quale andrà a lavorare, sia sul trattamento economico.

    Esempio pratico: spostarsi da Palermo a Milano costa, diciamo 900 euro al mese, tra affitto e necessità varie. Percepire 1200 euro lordi cocopro è un’offerta non soltanto insufficiente, ma offensiva, prima di tutto per la dignità del selezionatore, che sembra più un “reclutatore di prostitute” che non un professionista interessato a fare il vero interesse del suo cliente.

    Se prendiamo in considerazione, poi, che spesso si tratta di offerte con visibilità di tre mesi o al massimo un anno… è ovvio che è favorito il figlio di papà neolaureato che vive a Cusano Milanino…

    Non voglio polemizzare ma mi pare che nel tuo elenco manchino due aspetti molto importanti: due “errori” che commettono i selezionatori.

    il primo è quello di non dire apertamente chi sono loro e per chi lavorano, il secondo quello di pensare che il candidato che hanno di fronte sia uno che possieda risorse illimitate o quasi e quindi può permettersi di sostenere decine di colloqui spesso infruttuosi.

    Scoprire infatti che la “prestigiosa multinazionale leader di settore” non è capace di pagare congruamente le tue competenze professionali è una grande delusione.

    Apprendere magari che dietro alla selezione si nasconde la “solita catena di intermediari” che specula di percentuale in percentuale sul tuo lavoro è ancora più demoralizzante.

    0disse0

    9 settembre 2013

  • Bernard from United Kingdom, October 14, 2012 at 12:18 PM Stayed in October 2012, so out of season but still warm enough to sit by the excellent swimming pool. The room was very large and spotlessly clean with a view ovoiolekrng the . The staff were all very efficient and seemed to be a very happy and friendly crew. I really enjoyed the location, Salo and Gargnano are two underrated towns within a short bus or boat ride, this part of the lake is much less frenetic than other areas.

    Priest

    9 febbraio 2017

  • 14 Se il colloquio e’ in Inglese o in qualche altra lingua non partire subito dicendo che non lo sapete tanto bene (tanto sicuramente se ne accorgono da soli)

    Sergio

    11 settembre 2013

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