Your browser (Internet Explorer 6) is out of date. It has known security flaws and may not display all features of this and other websites. Learn how to update your browser.
X
Post

La lettera di presentazione: 4 consigli per non temerla più.

CalvinOgni settore ha le sue aree critiche. Quando studiavo psicologia ad esempio tutti temevamo molto l’esame di statistica. Scrivendo il blog e parlando con le persone mi sono reso conto che, per chi cerca lavoro, uno degli aspetti che mettono più in difficoltà è: la lettera di presentazione. Persino una giornalista freelance, con pubblicazioni alle spalle, mi ha confessato di non averne mai fatta una che la soddisfacesse. Dalla prospettiva del selezionatore (e sapendo il tempo che solitamente ci si dedica) è un timore infondato. Resta tuttavia uno strumento imprescindibile, che va conosciuto e padroneggiato. Ecco quindi le mie 4 dritte per non temerla più.

Com’è fatta

Ok, partiamo con i fondamentali: mittente in alto a sinistra; poco sotto e allineato al margine destro ci vanno il destinatario e la data, ancora sotto di nuovo a sinistra l’oggetto. Nell’oggetto si può mettere il riferimento alla ricerca specifica per cui si applica (se c’è) oppure il proprio nome, cognome e ruolo. Un esempio qui.
Dopo arriva il primo vero scoglio: come rivolgersi ai destinatari. Egregi Signori? (antiquato). Stimato Dott.?  (e se non è un Dottore?). Lasciamo stare i Pregiatissimo e superlativi simili (viene in mente il “Santissimo Savonarola” targato Troisi/Benigni). Gentile Signor o Gentile Signora va bene, soprattutto se conosciamo il cognome del destinatario; sennò si può anche risolvere la cosa con un “Buongiorno” e via.lettera
Segue il corpo della lettera. Chi legge il blog sa che non mi piacciono le regoline, non dirò quindi che non deve essere più lunga di dieci righe. Diciamo però che il selezionatore… difficilmente leggerà più di 10 righe! Se ne possono anche scrivere venti ma così si perde il controllo su quelle che verranno effettivamente lette. Insomma, coincisi e dritti al punto.
Altro aspetto su cui spesso sorgono dei dubbi: la maiuscola sul Lei, Vostro, Sua ecc… Non è sbagliata ma a me sembra forzata e artificiosa, lascerei stare. Su Azienda, Organizzazione, Società e simili va bene mettere la maiuscola, ma solo lì. Esempi: la vostra Azienda, la Società che lei rappresenta e così via.

A cosa serve

La lettera di accompagnamento serve a predisporre positivamente chi la legge, a creare un’aspettativa di interesse verso il cv. Per quanto di solito si tenda ad immaginare chi leggerà il nostro cv come un censore con pochi scrupoli, in realtà il selezionatore spera di trovare il candidato che sta cercando e sarà sensibile ad alcune parole chiave che ha in mente.
pokerIl nostro intento, nella lettera di presentazione, sarà quello di far quantomeno nascere il sospetto che ci sia qualcosa in più, di interessante, da approfondire. La vedo come un gioco di carte: abbiamo 10 carte in mano, buone e meno buone. Nella lettera di presentazione ne mostriamo solo 2, lasciando intendere quali possono essere le altre. Se le cose stanno così quali carte dovremo mostrare?

Cosa bisogna scriverci

In poche righe bisogna: inquadrare il nostro profilo professionale, accennare a una o due esperienze significative, descrivere la nostra situazione attuale e chiarire i nostri obiettivi professionali futuri (qui se serve si evidenzierà perché la collaborazione con l’organizzazione a cui si scrive sarebbe coerente). Una microstoria insomma: chi sono, cosa ho fatto in passato, in che situazione sono al momento e dove voglio arrivare in futuro.
La parte più importante è l’incipit, la prima frase. Non bisogna perdersi in preamboli formali o complimenti ma andare subito al dunque: “Buongiorno, mi chiamo Massimo Dall’Olio e sono uno psicologo con più di quindici anni di esperienza professionale nel settore delle Risorse Umane e della formazione professionale”. Bum!
Ok, lo so che chi cerca lavoro di solito non ha 15 anni di esperienza ma il concetto è quello, mettere subito in chiaro quello che di positivo si ha da proporre. Trovate qui un articolo con qualche consiglio su come “agganciare” il destinatario.

Cosa non bisogna scriverci

In generale meglio evitare le formulazioni negative o le frasi per mettere le mani avanti. Quindi niente “anche se non ho una lunga esperienza spero che…” oppure “so che il mio profilo non risponde a tutti i criteri da voi ricercati ma…” e così via.
La difficoltà maggiore nella lettera di presentazione è quella di tenere un tono che non sia né subalterno né presuntuoso. Bisogna cercare di mettersi alla pari con l’interlocutore rivolgendosi da professionista a un altro professionista ed evidenziando le opportunità di una possibile collaborazione. Quindi alla formula “spero in una vostra risposta” è preferibile “confido in un vostro riscontro positivo” ma senza arrivare al “certo di un vostro interesse attendo una risposta”.

Ok, mi sembra di avere evidenziato gli aspetti principali. Per chi vuole approfondire c’è anche questo articolo in inglese.
Mi verrebbe da chiudere con un: “Resto a disposizione qualora vogliate approfondire di persona le idee espresse nel presente articolo…”. Ma non mi sembra il caso.
Comunque se avete domande o dubbi non esitate a scrivermi ok?

Leave a comment  

name*

email*

website

Submit comment