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Giocare d’anticipo. L’insospettata importanza delle nostre previsioni.

  1. vincere   Una persona si trova di fronte a una difficoltà o a una sfida. Poniamo che sia proprio quella di trovare lavoro.
    Vogliamo sapere se questa persona riuscirà o meno. Se avrà successo in questa prova.
    Qual è il fattore che più di tutti gli altri ci permette di prevedere se questa persona troverà lavoro? Detta in altro modo: se dovessimo basarci su un singolo aspetto per fare la previsione cosa sarebbe meglio sapere?
  2.    Ipotesi possibili: le sue competenze, la motivazione, l’ambiente in cui si trova, il suo quoziente intellettivo (QI), le esperienze pregresse… Sono le prime idee che vengono in mente e sono tutte plausibili. Ma nessuna di queste dimensioni è quella giusta.
    Ci sono evidenze sperimentali che hanno portato ad un largo accordo in psicologia (cosa non poi così frequente) nel ritenere che il fattore più rilevante per prevedere se una persona avrà o meno successo è: quanto lui stesso ritiene di potercela fare. Si chiama anche autoefficacia (o self efficacy).
    Direte: “è banale, chissà cosa mi aspettavo…”. Oppure “così so’ bboni tutti”. Ma è proprio così banale? Vediamo meglio. More…
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Lo sai qual è il problema?

Labirinto…che poi non è un problema (per continuare con Jovanotti). Siamo sicuri, quando qualcosa non va, di sapere bene quale sia “il problema”? In effetti si, di solito siamo sicuri di saperlo. A ben guardare però non è così scontato e, più spesso di quanto si creda, si commettono errori che possono portarci fuori strada senza quasi che ce ne accorgiamo. In questo post voglio mettere assieme alcune riflessioni che ho fatto dopo gli ultimi coaching sull’orientamento professionale e corsi sul problem solving che ho tenuto di recente.
Sembra che Einstein abbia detto che se avesse solo un’ora di tempo per risolvere il problema del mondo passerebbe i primi 50 minuti a cercare di darne una definizione corretta. Non male. La maggior parte di noi cerca invece di arrivare prima possibile alla soluzione, ma se questi tentativi non sono fondati su una buona definizione del problema rischiano di essere sforzi inutili, come quando in bici si pedala a vuoto perché è caduta la catena.einstein
Ho raccolto i 5 errori più comuni che, per fretta o abitudini mentali errate, si fanno nel descrivere e definire il proprio problema: se Einstein aveva ragione vale la pena di soffermarci un attimo su questi punti. More…

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Il simile si cura con il simile: professionalità e ricerca del lavoro

mutuo e lavoroQualche tempo fa mi sono trovato nella situazione di voler acquistare casa e – inevitabile corollario – anche in quella di dover chiedere un mutuo. Chi ci è passato sa quanto sia complicato ottenere il finanziamento e quante garanzie richiedano le banche prima di erogarlo. In quel periodo ho letto una frase che mi sembra perfetta anche per chi cerca lavoro: “per ottenere un mutuo devi dimostrare di non averne bisogno!”.
Suona paradossale ma l’impressione che si ha a volte è proprio quella. Anche chi cerca lavoro, leggendo i requisiti negli annunci di vacancy, può essere portato a pensare: “se avessi 5 anni di esperienza, competenze tecniche specifiche e fossi fluente in 3 lingue non starei cercando lavoro!”. More…

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Un nuovo modo di cercare lavoro. Appunti per un FyouTure manifesto.

panorama-new-york-14…e poi ci sono quelle giornate in cui le idee che inseguivi da qualche tempo si coagulano e prendono una forma un tantino più unitaria. Quelle giornate in cui ti sembra che le cose siano collegate, abbiano senso. Quelle giornate in cui metti da parte qualche remora perché ti senti fiducioso e alla fine puoi anche sorprenderti a fare affermazioni di portata generale. A sbilanciarti.
Ecco: oggi scrivo il FyouTure Manifesto.
I tempi sono maturi per mettere assieme tanti piccoli cambiamenti e cominciare a dire che tutti insieme formano una cosa nuova. C’è un atteggiamento, un modo di procedere che l’espressione “cercare lavoro” non è più adeguata a descrivere. Il lavoro non si “cerca” più, forse non è più nemmeno “lavoro” (sicuramente non è quel “lavoro” che ha in mente mio padre quando sente questa parola). More…

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Infografica sulla costruzione del cv

Clicca per vedere l’infografica completa…  More…

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Era una notte buia e tempestosa… Ovvero: di come lo storytelling sia utile (anche) per trovare lavoro.

Sandwich e storytellingIl conte inglese Lord Sandwich era un accanito giocatore di carte. Si dice che fosse talmente preso dal suo vizio da non voler lasciare il tavolo nemmeno per mangiare. Un giorno del 1762 decise di farsi servire l’arrosto di carne, che costituiva la sua cena, non su un piatto ma direttamente tra due fette di pane in modo da non dover interrompere la partita. Era nato il panino, che da quel momento prese il nome dell’eccentrico conte.

Avrei potuto dare la stessa notizia in questo modo:

L’invenzione del panino risale all’anno 1762 ed è attribuita a John Montagu, IV conte di Sandwich (1718 – 1792), ammiraglio e diplomatico britannico, appassionato del gioco delle carte e del golf.

Stesso concetto, ma quanta differenza! E qual è l’elemento che rende il primo paragrafo tanto più coinvolgente, più facile da ricordare e più efficace? Semplice: ha la forma di una storia. More…

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La strategia del riccio


strategia riccioIl riccio è un animaletto che, nel tempo, ha sviluppato una sua strategia difensiva che gli ha permesso di sopravvivere alla dura selezione naturale.  La sua strategia la conosciamo: quando percepisce un pericolo di qualsiasi tipo si blocca e si chiude (a riccio, appunto) fino a diventare una palla di aculei che scoraggia i possibili predatori da un facile pasto.
Questo modo di far fronte alle minacce ha sempre funzionato bene negli ambienti naturali in cui il riccio si è sviluppato, oggi però le condizioni sono cambiate e uno dei pericoli da cui guardarsi sono… le automobili. Il riccio quando sente approssimarsi un’auto che fa? Sempre la stessa cosa, si blocca e si chiude. Questa strategia però è drammaticamente inadeguata al nuovo contesto (e infatti non è raro vedere ricci spiaccicati sull’asfalto). More…

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Ombra e potenziale: incontriamoci

ombra e potenziale“Il futuro non è più quello di una volta”. Questa frase di Paul Valery è ancora molto attuale e oggi più che mai si respira disorientamento, incertezza e spesso vera e propria sfiducia verso un futuro che appare sempre meno prevedibile e promettente. Chi vuole trovare un lavoro o cambiare la sua posizione professionale si trova in una situazione complicata ed avere un buon cv, la laurea o varie competenze non è più sufficiente per garantire la riuscita. La padronanza degli strumenti tecnici da sola non basta ed è necessario fare anche un lavoro su se stessi che permetta di aumentare la consapevolezza sui propri punti forti e sulle proprie debolezze per attivare le risorse che abbiamo e far fronte in modo adeguato ai cambiamenti che stanno ridisegnando il mondo. More…

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